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giovedì 22 ottobre 2009

Trovare nuovi amici tra gli over anta dopo una separazione

Internet e i social network possono aiutare gli "anta" nella ricerca di un nuovo partner.
google_protectAndRun ("ads_core.google_render_ad", google_handleError, google_render_ad); Per la generazione degli over anta (uomini e donne che hanno superato i 40 o i 50 anni) non è sempre facile dopo una separazione, soprattutto se si tratta di una relazione di molti anni, trovare nuovi amici e in particolare un nuovo partner. Le motivazioni sono numerose. La ragione principale è che gli over anta (40+ o 50+) non sono più abituati a fare nuove conoscenze. Molte coppie si creano il proprio cerchio di amicizie che rimane stabile nel tempo. Altre coppie invece preferiscono trascorrere tutto il loro tempo libero a due, evitando di attorniarsi di amici o conoscenti. Nel primo caso, quando una relazione finisce, spesso non si ha più voglia di vedere gli amici che si frequentavano in comune col proprio ex partner, oltre al rischio che il circolo di amicizie sia costituito unicamente da coppie. Nel secondo caso, per le coppie che hanno preferito l’esclusività della vita a due, il rischio maggiore in cui ci si imbatte alla fine della relazione, è quello di ritrovarsi improvvisamente a trascorrere tutto il tempo libero da soli. Creare un nuovo circolo di amicizie e trovare un nuovo partner diventano in questo caso una priorità e una necessità per gli over anta che si ritrovano a vivere improvvisamente in totale solitudine. Il problema che si riscontra nella generazione degli over anta è che spesso mancano le occasioni di incontrare nuova gente e il tempo per poter fare queste nuove conoscenze. Gli uomini sono occupati per la maggior parte della giornata nella vita lavorativa e le donne spesso oltre all’occupazione del lavoro si ritrovano anche a doversi occupare da sole dei figli. Quali sono allora le soluzioni per dare una svolta alla propria vita? Internet può oggi giorno essere un valido aiuto nella ricerca di un nuovo partner, il web pullula di siti Internet dedicati alla ricerca dell’anima gemella (come per esempio Meetic) o di communities: Facebook, Myspace, activagers.it etc. dove inizialmente ci si iscrive per conoscere persone nuove con la speranza di trovarci in seguito anche l’amore! I siti di incontri sono generalmente a pagamento e richiedono la sottoscrizione di un abbonamento per poter accedere a tutti i servizi offerti, mentre la maggior parte delle communities sono completamente gratuite e richiedono per l’iscrizione solo alcune semplici informazioni come nome, cognome, indirizzo mail valido. Gli over anta possono quindi ricorrere a questi siti Internet per incontrare nuovi amici o per trovare un nuovo partner. Alcuni siti coprono tutte le fasce di età, altri invece si specializzano su determinate generazioni. Per esempio Facebook e Myspace si rivolgono in particolare alla generazione 18-35, mentre activagers.it ha come target la generazione degli over anta. Questo sito Internet presta particolare attenzione alle esigenze e aspettative di coloro che hanno superato la soglia dei 40 anni. Su activagers gli over anta possono trovare senza vincoli di abbonamento nuovi amici o anche con un po’ di fortuna la propria anima gemella. Activagers.it è un sito gratuito e in continua crescita. Approfittatene! Se siete alla ricerca di un nuovo Partner o volete conoscere gente nuova, potete visitare gratuitamente il sito activagers.it.

mercoledì 16 aprile 2008

Community Management: le community aziendali come strategia di business

Una comunità virtuale o comunità online è uno strumento del Web 2.0 che aiuta un'impresa a organizzare e gestire le reti di vendita, i servizi di assistenza post vendita, la produzione, il marketing e le aree aziendali in cui è prevalente la dimensione informale dell’organizzazione. Di questa il management comincia ad occuparsi, rivedendo profondamente i modelli di leadership e di controllo.Time & Mind segue da anni l'evolvere di queste tecnologie, e si è specializzata nell'analisi, studio e gestione di:- comunità professionali legate al settore- comunità di relazioni legate a un brand o a un prodotto- comunità virtuali a base territoriale- comunità di pratiche legate alle competenze
Il tema delle “community” è uno dei più ricorrenti nel Web degli ultimi anni. Non si tratta di una novità, basta ricordare il testo di Howard Rheingold, The virtual community: homesteading on the electronic frontier, del 1994, per rendersi conto che le comunità virtuali affondano le loro radici negli albori di Internet.La novità è data dall'interesse manifestato in questi ultimi anni da milioni di navigatori che hanno dimostrato di amare realtà come YouTube, Flickr, MySpace, LinkedIn, Neurona, Xing, Facebook... un vero e proprio fenomeno di massa che ha visto nell'acquisizione di YouTube da parte di Google per 1,65 miliardi di dollari lo scatenarsi di una vera e propria “corsa” all'acquisto dei social network più promettenti. Se questa acquisizione, avvenuta nell'ottobre 2006, sembrava eclatante, cosa si può dire del recente investimento fatto da Microsoft: 240 milioni di dollari per l'1,6% di Facebook? Ciò significa che la stima complessiva del valore della community fondata da Mark Zuckerberg (un ragazzo del 1984) è pari a 15 miliardi di dollari!Le community sono dunque una risorsa da cui attingere per nuove opportunità di business.Quali vantaggi possono offrire queste realtà alle aziende italiane?Il tema è certamente complesso ma alcune riflessioni possono essere sviluppate pensando proprio al mercato italiano, piccolo e piuttosto statico dal punto di vista della Rete nella sua globalità.Il primo elemento da tenere in considerazione per lo sviluppo di una comunità virtuale è la componente linguistica. Bisogna prendere atto che l'italiano rappresenta una lingua marginale, per creare modelli di business ambiziosi bisogna muoversi verso la lingua inglese, spagnola o, con caratteristiche molto diverse, cinese, indubbiamente i più grandi bacini di utenti Web esistenti.Una seconda valutazione nasce dalla peculiarità principale del mondo imprenditoriale italiano, l'assoluta predominanza di piccole e medie imprese.Una terza considerazione può essere fatta pensando che, per le imprese italiane, il Web 2.0 può essere un ottimo veicolo di propagazione del proprio brand e dei propri prodotti semplicemente andando a cogliere le potenzialità delle community esistenti.Come ultimo elemento da tenere in forte considerazione vi è la necessità di valutare con molta attenzione i social network sui quali si ritiene interessante intervenire. Di community on-line ne nascono moltissime ogni mese ma solo poche riescono a superare la soglia di attenzione dei navigatori.Sulla base di queste valutazioni Time & Mind valuta le possibilità per ogni azienda che desideri affrontare un percorso di avvicinamento al mondo dei social network, dove sia necessaria strutturare una strategia chiara e ben delineata.In questo senso, il concetto di ecosistema digitale può costituire una risposta valida alle esigenze delle aziende e, in generale, di ogni realtà che abbia l'esigenza di rendersi visibile nel mare del Web.Il principale vantaggio che si può ottenere nel partecipare a una community on-line consiste nell'elevata efficienza della comunicazione derivante dal fatto che ci si trova in uno spazio dove si condividono i propri interessi con molte altre persone. Ogni community ha le sue peculiarità che vanno rispettate ma è davvero facile, pubblicando contenuti di qualità, riuscire a ottenere un po' di attenzione.Nel caso di un'azienda che abbia un minimo di storia (e in Italia ce ne sono davvero tante), un primo approccio al concetto di ecosistema digitale consiste nell'analizzare quali sono i contenuti informativi adatti ad essere pubblicati, per esempio, per citare due casi noti a tutti, su YouTube e Flickr. Quanti armadi polverosi sono pieni di documenti dimenticati che potrebbero trovare nuova vita? Immagini di prodotti, progetti, persone, strutture, filmati aziendali, interviste, spot promozionali... sono tutti elementi che, opportunamente digitalizzati e classificati, possono rappresentare "esche" da immettere in Rete laddove vi sono milioni di navigatori che hanno qualche probabilità di trovarle e, attraverso esse, arrivare a conoscere un certo sito aziendale.Innescare un processo di propagazione di un brand è un'attività non banale ma, con i dovuti accorgimenti, pianificabile e gestibile in modo tale da arrivare ad essere visibili sui motori di ricerca. I social network rappresentano occasioni di visibilità importanti che, oggi, le aziende italiane sfruttano in minima parte e, quando lo fanno, lo fanno in modo estemporaneo.Come insegna l'esperienza del lancio della FIAT 500, nella quale il Web ha svolto un ruolo davvero importante, più che i soldi servono le idee!

venerdì 20 aprile 2007

Dai Social Network a Second Life: Convegno a Torino

Vi segnaliamo una interessante iniziativa in collaborazione con SAA School of Management, Università degli Studi di Torino.
Si tratta del Convegno Annuale Intermedia 2007, l'Osservatorio Europeo sui Media Interattivi per il Marketing.Il titolo del Convegno è il seguente "Ecosistemi Digitali e Mondi Virtuali al servizio delle aziende" e si svolgerà la mattina del 3 dicembre 2007 a Torino, in via Ventimiglia, 115 presso l'aula magna della Scuola di Amministrazione Aziendale (SAA)
Il convegno annuale Intermedia 2007 affronta il tema dell’utilizzo della rete Internet in un’ottica “Web 2.0” ed è particolarmente interessante per chi desideri comprenderne le applicazioni aziendali, sia in termini di “visibilità” e di relazione con i navigatori, sia come esplorazione delle opportunità offerte dai Mondi Virtuali (Second Life, ecc)
Il Convegno inizia alle ore 9:00 con la registrazione dei partecipanti.Valter Cantino, Direttore SAA darà il benvenuto ai partecipanti. Alle ore 9,30 inizierà la prima relazione: Massimo Giordani, presidente Inter.media e docente al Politecnico di Torino al corso "Integrazione dei Media", parlerà di Ecosistemi digitali, un’opportunità concreta per vincere la battaglia della visibilità on-line.Alle ore 9,50 sarà la volta di Silvia Aznar, resp. Neurona Italia con un intervento dal titolo "Le community on-line come opportunità di business"Alle ore 10,10 Federica Garbolino, di Core Consulting, ci parlerà dell'esperienza su Second Life di Coreconsulting e IntesaSanpaolo: un percorso di empowerment per giovani di talentoSubito dopo Alessandro Lorenzelli, IDC Consulting, tratterà dell’evoluzione del Web 2.0 e dei Social Network secondo le previsioni IDCDopo il Coffee break offerto da Top-IX Roberto Moriondo, della Regione Piemontee Andrea Casalegno, di Top-IX tratteranno il tema WI-PIE 2.0: piattaforme e strumenti come motore dello sviluppo G-localeAlle ore 11,40 Stefano Rogna Manassero di Costigliole, di Vcast, tratterà il tema della Nano Comunicazione VideoFabrizio Bellavista, alle ore 12,00 parlerà di Digitability: il potenziale interattivo di un progetto multimedialeE per finire Davide Borra, fondatore di No Real, tratterà dell'Evoluzione e applicazioni dei Mondi VirtualiIl Chairman dell'evento è Pietro Gentile, Vice Presidente Inter.media.