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domenica 19 ottobre 2008

Un fenomeno chiamato Social Networking

I social network "tradizionali", vale a dire web-based, non sono più una novità, ma una solida realtà del mondo digitale. Una ricerca recentemente condotta dalla società ComScore, in particolare, mostra i grandi numeri del fenomeno: a giugno ben 580 milioni di persone nel mondo risultavano iscritte ad un web social network, con un incremento di iscritti a livello mondiale pari al 25% rispetto allo scorso scorso, e con un + 35% nella sola Europa (circa 165 milioni di persone).
La vera novità è invece costituita dai mobile social network, vale a dire reti sociali nelle quali ci si relaziona (si conversa, ci si scambiano documenti, si condividono interessi) attraverso il cellulare.
Secondo una ricerca condotta da Informa per conto di Buongiorno SpA (multinazionale leader nel mercato del digital entertainment, che ha annunciato il lancio di una soluzione specifica per il mobile social networking), in Europa si passerà dai 26,7 milioni di utilizzatori nel 2008 ai 45,2 milioni nel 2009, fino ad arrivare a circa 134 milioni di utenti nel 2012: in pratica, un possessore di cellulare su cinque utilizzerà questo genere di servizi per comunicare.
Anche in Italia in fenomeno è in forte ascesa: Nielsen Mobile sostiene che, questa estate, siano stati ben 293.000 gli italiani che si sono avvalsi dei servizi dei mobile social network.
Luca Predolin, responsabile del marketing di Buongiorno, sostiene che "Da sempre nella nostra cultura il luogo dove ci si incontra e si chiacchiera è la piazza, ma quel che veramente è nuovo in questo fenomeno è che la tecnologia di Internet e dei cellulari rende possibile incontrarsi in enormi piazze digitali, ormai senza confini geografici, ove si possono mantenere contatti continuativi anche quando non si è fisicamente o temporalmente vicini". "In queste piazze digitali a cui si accede con il cellulare o con il computer, si può facilmente rispondere a due semplici domande "Cosa sto facendo? e che fai tu?". "Il cosiddetto status update - continua Predolin - è la vera essenza nonchè l'attività principale della conversazione nei social network. Leggere in tempo reale cosa stanno facendo gli amici è un modo per sapere dove sono, che emozioni stanno provando ed essere in qualche modo 'insieme a loro'". "La creatività nell'espressione dello status update si scatena con il telefonino dotato di macchina fotografica, che immortala le immagini più simpatiche. Il social networking con il cellulare tende ad essere decisamente più divertente e usato da più persone di quello svolto tramite computer, specie se si è in vacanza". Sembra, dunque, che le reti sociali abbiano maggro successo tra gli utenti che possiedono un telefonino dotato di macchina fotografica.
Un aspetto importante toccato da Predolin e legato alle ragioni del successo, attuale e futuro, dei mobile social netrwork è la possibilità di conoscere, attraverso le tecnologie GPS, dove sono i membri della mia rete sociale, in ogni momento. Secondo il New York Times, sarebbe proprio questo il vantaggio nelle mani dei mobile netwwork rispetto a quelli web based. Il servizio SpaceMe offerto da GyPSii (una delle reti sociali basate su telefonino), ad esempio, mostrerà agli utenti dove si trovino amici e membri della propria comunità virtuale in tempo reale. GyPSii, tra l'altro, ha annunciato una versione del proprio software per iPhone, e, il mese scorso, ha concluso un contratto di collaborazione con China Unicom per effettuare il lancio del servizio durante i XXIX Giochi Olimpici di Pechino.
La crescita dei mobile social network sembra essere davvero imperiosa. MySpace e Facebook, tra i dominatori del mercato dei social netrwok tradizionali, realizzeranno una propria versione mobile; AOL, Yahoo! E Nokia hanno in progetto la creazione di comunità di utilizzatori dei telefonini.
Nella maggior parte delle mobile communities, gli utenti possono creare dei propri profili, conoscere nuovi amici, conversare in apposite chat, condividere foto e video, creare nuovi blog e prendere parte a quelli già esistenti. Alcuni mobile social network (ad esempio Sonopia) permettono anche di creare delle proprie mobile communities.
Wikipedia.com sostiene che alcuni mobile network puntino su alleanze coi principali gestori della telefonia mobile, per promuovere e diffondere le proprie comunità sulle pagine inziali dei mobile phone browser (ad esempio JuiceCaster, Jumbuck, AirG); altre reti sociali, invece, utilizzano sistemi diversi per attirare utilizzatori (Fotochatter, MocoSpace, Mobimii, Next2Friends, Reporo, Bluepulse, CenceMe, NearConn, NewsNomad).
I mercati asiatici, soprattutto Giappone, Corea e Cina, vantano numerosissimi utilizzatori dei mobile social network. MyGamma, social network gestito da BuzzCity, ad esempio, conta 2,5 milioni di utenti appartenenti a Paesi in via di sviluppo africani e asiatici. In tali Paesi, la diffusione dei computer è piuttosto bassa, e, dunque, il cellulare diventa l'unico sistema per collegarsi ad Internet.
Per quanto concerne l'Italia, Itsmy.com, un social network gestito dalla tedesca GoFresh che vanta più di un milione di utenti registrati, ha inaugurato il proprio servizio in italiano all'inizio di marzo. Esso è già disponible in inglese, tedesco e spagnolo, e lo sarà presto in giapponese.

mercoledì 16 aprile 2008

Lo sviluppo delle community aziendali come strategia di business

“Una comunità virtuale o comunità online è un insieme di persone interessate ad un determinato argomento comune che corrispondono tra loro attraverso una rete telematica, oggigiorno in prevalenza Internet. Tale aggregazione non è necessariamente vincolata al luogo o paese di provenienza; essendo infatti questa una comunità online, chiunque può partecipare ovunque si trovi con un semplice accesso alle reti, lasciando messaggi su forum (in inglese Bullettin Board) o attraverso le chat room e programmi di instant messaging (messaggistica istantanea) come ebuddy, MSN Messenger, Yahoo! Messenger, ICQ e altri.”.Fonte: WikipediaIl tema delle “community” è uno dei più ricorrenti nel Web degli ultimi anni. Non si tratta di una novità, basta ricordare il testo di Howard Rheingold, The virtual community: homesteading on the electronic frontier, del 1994, per rendersi conto che le comunità virtuali affondano le loro radici negli albori di Internet.La novità è data dall'interesse manifestato in questi utlimi anni da milioni di navigatori che hanno dimostrato di amare realtà come YouTube, Flickr, MySpace, LinkedIn, Neurona, Xing, Facebook... un vero e proprio fenomeno di massa che ha visto nell'acquisizione di YouTube da parte di Google per 1,65 miliardi di dollari lo scatenarsi di una vera e propria “corsa” all'acquisto dei social network più promettenti. Se questa acquisizione, avvenuta nell'ottobre 2006, sembrava eclatante, cosa si può dire del recente investimento fatto da Microsoft: 240 milioni di dollari per l'1,6% di Facebook? Ciò significa che la stima complessiva del valore della community fondata da Mark Zuckerberg (un ragazzo del 1984) è pari a 15 miliardi di dollari!Che i colossi dell'informatica e della Rete abbiano molti soldi non ci sono dubbi, questo non significa che amino buttarli in investimenti assurdi, anzi, la storia insegna che Bill Gates e soci i conti li sappiano fare piuttosto bene.Quindi, le community sono davvero una risorsa da cui attingere nuove opportunità di business? Ha senso sviluppare nuove comunità virtuali oppure è più interessante utilizzare quelle esistenti? Quali vantaggi possono offrire queste realtà alle aziende italiane?Il tema è certamente complesso ma alcune riflessioni possono essere sviluppate pensando proprio al mercato italiano, piccolo e piuttosto statico dal punto di vista della Rete nella sua globalità.Il primo elemento da tenere in considerazione per lo sviluppo di una comunità virtuale è la componente linguistica. Bisogna prendere atto che l'italiano rappresenta una lingua marginale, per creare modelli di business ambiziosi bisogna muoversi verso la lingua inglese, spagnola o, con caratteristiche molto diverse, cinese, indubbiamente i più grandi bacini di utenti Web esistenti.Una seconda valutazione nasce dalla peculiarità principale del mondo imprenditoriale italiano, l'assoluta predominanza di piccole e medie imprese.Una terza considerazione può essere fatta pensando che, per le PMI italiane, il Web 2.0 può essere un ottimo veicolo di propagazione del proprio brand e dei propri prodotti semplicemente andando a cogliere le potenzialità delle community esistenti.Come ultimo elemento da tenere in forte considerazione vi è la necessità di valutare con molta attenzione i social network sui quali si ritiene interessante intervenire. Di community on-line ne nascono moltissime ogni mese ma solo poche riescono a superare la soglia di attenzione dei navigatori.Sulla base di queste valutazioni è possibile affermare che un percorso di avvicinamento al mondo dei social network è possibile con investimenti molto limitati ma è necessario avere una strategia chiara e ben delineata.In questo senso, il concetto di ecosistema digitale, più volte trattato su questa testata, può costituire una risposta valida alle esigenze delle aziende e, in generale, di ogni realtà che abbia l'esigenza di rendersi visibile nel mare del Web.Il principale vantaggio che si può ottenere nel partecipare a una community on-line consiste nell'elevata efficienza della comunicazione derivante dal fatto che ci si trova in uno spazio dove si condividono i propri interessi con molte altre persone. Ogni community ha le sue peculiarità che vanno rispettate ma è davvero facile, pubblicando contenuti di qualità, riuscire a ottenere un po' di attenzione.Nel caso di un'azienda che abbia un minimo di storia (e in Italia ce ne sono davvero tante), un primo approccio al concetto di ecosistema digitale consiste nell'analizzare quali sono i contenuti informativi adatti ad essere pubblicati, per esempio, per citare due casi noti a tutti, su YouTube e Flickr. Quanti armadi polverosi sono pieni di documenti dimenticati che potrebbero trovare nuova vita? Immagini di prodotti, progetti, persone, strutture, filmati aziendali, interviste, spot promozionali... sono tutti elementi che, opportunamente digitalizzati e classificati, possono rappresentare "esche" da immettere in Rete laddove vi sono milioni di navigatori che hanno qualche probabilità di trovarle e, attraverso esse, arrivare a conoscere un certo sito aziendale.Va da sè che la qualità dei contenuti e del sito aziendale in particolare devono essere tali da creare realmente interesse, in caso contrario si otterrebbe un effetto boomerang davvero pericoloso.Innescare un processo di propagazione di un brand è un'attività non banale ma, con i dovuti accorgimenti, pianificabile e gestibile in modo tale da arrivare ad essere visibili sui motori di ricerca. I social network rappresentano occasioni di visibilità importanti che, oggi, le aziende italiane sfruttano in minima parte e, quando lo fanno, lo fanno in modo estemporaneo.Come insegna l'esperienza del lancio della FIAT 500, nella quale il Web ha svolto un ruolo davvero importante, più che i soldi servono le idee!

Social Network nuovi strumenti per la didattica

Abbiamo già affrontato, in un articolo precedente, il tema dei possibili utilizzi in ambito didattico degli strumenti del web 2.0.Torniamo ancora sull’argomento per fornire una breve panoramica su quali sono questi strumenti e per portare qualche esempio di applicazione concreta che abbiamo incontrato navigando in rete.La ragione per cui i social networks che analizzeremo si presentano adatti all’applicazione nell’insegnamento dipende da alcuni elementi tipici da cui sono caratterizzati come: la condivisione, la collaborazione e l’interattività.La condivisione del sapere è un aspetto che può aprire nuovi orizzonti nel campo della formazione e che deve essere inteso in senso ampio come condivisione, sia di materiale che di opinioni, all’interno di una classe, di un gruppo di lavoro ma anche di una scuola o addirittura tra istituti diversi o con persone e organizzazioni esterne alla scuola.Procedimenti di questo tipo sono già in corso oggi, soprattutto in maniera autogestita dai ragazzi attraverso siti come studenti.it, skuola.it e skuola.net in cui si trovano temi già svolti e versioni di greco e latino già tradotte (ragione per cui non vengono molto apprezzati dagli insegnanti) ma anche appunti e approfondimenti sulle lezioni, e soprattutto forum in cui i ragazzi si raccontano le esperienze e si scambiano consigli ad esempio sulla scelta dell’università o sull’esame di maturità.La collaborazione, è un aspetto ormai tipico anche della didattica tradizionale, i docenti spesso invitano gli studenti a creare team di lavoro e gruppi di studio per favorire il confronto tra i discenti, perché possano valutare il proprio grado di apprendimento grazie al confronto con gli altri e migliorare le proprie conoscenze. Il web 2.0 mette a disposizione soluzioni tecnologiche anche gratuite che consentono esperienze di lavoro collaborativo molto avanzate, come ad esempio i “wiki”.Un’altra caratteristica dei social networks sono l’interattività e la multimedialità, aspetti che possono fornire un’alternativa alle lezioni frontali classiche ed essere utili nell’insegnamento nelle scuole elementari e medie per aumentare la partecipazione e la curiosità della classe.Ecco alcuni strumenti con esempi di loro applicazioni in ambito :
Blog
Un blog è una sorta di diario online, il termine è la contrazione di web-log, ovvero “traccia su rete”. E’ facile da usare, non necessitando di competenze tecniche particolari. La sua struttura, infatti, è costituita di solito da un programma di pubblicazione guidata che consente la creazione di pagine web.Sono diversi i tipi di usi che i blog possono avere nella didattica, presentiamo due esempi molto diversi tra loro.Il primo è la blogcattedra del prof. Stefano Epifani, blog del corso di Organizzazione e Gestione della Comunicazione Interattiva (Web, Telefonia, IpTV) della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’università della Sapienza di RomaIl prof. Epifani spiega in un post nel suo blog personale il tipo di utilizzo che fa di questo strumento: il blog rappresenta “un completamento e un complemento” della lezione in aula. I ragazzi sono invitati a partecipare (e non obbligati, la partecipazione è facoltativa) a contribuire scrivendo i riassunti delle lezioni, condividendo materiali di approfondimento e inoltre a esprimere pareri sulla lezione e sugli argomenti trattati (diventa quindi anche un modo per controllare il grado di soddisfazione della classe), oltre che essere utilizzato come efficace strumento per le comunicazioni di servizio agli studenti riguardanti orari e corsi.Il secondo esempio invece è " il blog libri in liberta' " degli alunni della classe V Primaria dell'Istituto Comprensivo Scuola-Città Pestalozzi di Firenze, con l’aiuto degli insegnanti i bambini hanno realizzato un blog in cui raccolgono brevi recensioni dei libri che hanno letto, che vengono che così vengono lette e commentate dai compagni.In questo modo la visibilità del blog diventa uno stimolo per i ragazzi a scrivere una buona recensione, oltre ad essere un’attività per avvicinare i ragazzi al mondo della lettura.
Wiki
Un wiki è un sito (o comunque una collezione di documenti ipertestuali) che può essere modificato dai suoi utilizzatori, lo scopo è quello di condividere, scambiare immagazzinare e ottimizzare la conoscenza in modo collaborativo.Una spiegazione molte efficace del concetto è il video “wiki in plain english” realizzato da commoncraft (in lingua inglese).L’esempio più celebre di wiki è wikipedia, l’enciclopedia online, a cui è possibile contribuire inserendo nuove voci o integrando quelle già esistenti.Uno strumento per realizzare un wiki in pochi click gratuito è wikispaces una raccolta dei possibili usi a scuola di un wiki invece potete trovarla in duepuntozero un wiki in cui si raccontano come inserire nella didattica gli strumenti di collaborazione online.
Twitter
Twitter e’ un servizio di microblogging in che consente la realizzazione di una pagina che è possibile aggiornare con post di al massimo di 140 caratteri, una forma di blogging molto leggera ed essenziale che può essere sfruttata per segnalare ai ragazzi le scadenze e i compiti. Un’altra forma di utilizzo di twitter può essere la creazione di una pagina personale in cui ogni studente può tenere brevi appunti o segnalare le opinioni sulle lezioni e fornire quindi un feedback per il docente.Questi sono ovviamente solo alcuni degli strumenti che la rete mette a disposizione, in conclusione segnaliamo alcuni blog e siti che approfondiscono questi argomenti:

mercoledì 16 gennaio 2008

VIRTUALIZATION & ENTERPRISE 2.0 CONFERENCE 2008

Segnaliamo a Milano due importanti giornate di incontri, 18-19 febbraio 2008, organizzate da IDC (http://www.idc.com/ che si delineano come l'unico appuntamento annuale specificamente diretto ai professionisti dell'IT che operano sia in aziende strutturate, che nella gestione delle attività ICT in outsourcing, sia alla comunità dei programmatori e degli sviluppatori ad alto livello.
In un'unica soluzione, in un evento della durata di 2 giorni, verranno, con il supporto delle ricerche e degli analisti IDC, trattati i seguenti topic.
Data Center & Virtualisation:una giornata dedicata all'esplorazione delle nuove soluzioni a supporto dei Data Center del Futuro, dalle infrastrutture alle tecnologie di virtualizzazione, ai servizi per garantire lo sviluppo di un Data Center dinamico, efficiente e consolidato. Inoltre, una sessione plenaria darà elementi per capire come, attraverso i nuovi paradigmi SOA, far fronte al rapido cambiamento dei processi e dei modelli di business, soprattutto nelle organizzazioni che fanno dell'innovazione dei processi un elemento differenziante.Integrazione, virtualizzazione, consolidamento, architetture service-oriented sono elementi portanti di una strategia che mira a semplificare infrastruttura e applicazioni, al tempo stesso fornendo migliore integrazione e riduzione dei costi.
"According to IDC's EMEA Quarterly Server Tracker, the EMEA server market continued to exhibit a healthy growth in sales during the first quarter of 2007 after increasing factory revenue by 11% to more than $ 4.2 billion, and shipments by 8% to 600,000 units".Questo approccio apre però scenari del tutto nuovi, e non privi di qualche perplessità ancora da affrontare:
Quali saranno le nuove piattaforme abilitanti per l'accesso alle applicazioni aziendali e per l'offerta diretta di prodotti e servizi?
Quali saranno i reali benefici dell'integrazione di servizi per aziende nelle applicazioni Web (es. mashup, tag, RSS, wiki, VoIP, community e servizi per la discussione)
Come gestire le problematiche di sicurezza e protezione dei dati?Enterprise 2.0Le dinamiche dell'industria software e servizi sono spinte da trasformazioni (Software-as-a-service, composite application, dynamic sourcing, open source, IP) che si intrecciano all'onda del Web 2.0 andando a rompendo gli schemi e i modelli di business tradizionali.Il "social networking" declinato all'interno del mondo aziendale. Il fenomeno, che riguarda l'utilizzo di strumenti che consentono la condivisione di informazioni e la creazione di conoscenza in rete, nella stessa logica con cui si sta imponendo al di fuori del perimetro aziendale, sta iniziando a essere valutato attentamente da più e più aziende. Una rivoluzione foriera di grandi potenzialità di business, che incrementa produttività, scalabilità, efficienza e visibilità. Non solo aprendo a nuove opportunità nei settori Web marketing ed advertising online - targettizzazione e personalizzazione dell'offerta, sostegno al brand, valorizzazione dei contenuti, pubblicità - ma anche spalancando le porte della e-mobility in azienda, definendo nuovi scenari di cooperazione e interattività in termini di workflow, process/project management, CRM, customer service, vendite, controllo dei processi, billing, gestione e condivisione delle informazioni, collaborazione e comunicazione, interna o con clienti e fornitori.
A questi ed altri interrogativi, la conferenza IDC si propone di dare risposta, attraverso le voci dei principali player di mercato, che potranno presentare soluzioni innovative e progetti di successo.
Target Audience
Aziende User di tutti i settori:
IT Manager
System-Network Administrator
IT Consultant/Specialist/Auditor
IT department employee
Consulenti IT, Sviluppatori, Programmatori
Distributori, Rivendori, Canale IT

venerdì 20 aprile 2007

Dai Social Network a Second Life: Convegno a Torino

Vi segnaliamo una interessante iniziativa in collaborazione con SAA School of Management, Università degli Studi di Torino.
Si tratta del Convegno Annuale Intermedia 2007, l'Osservatorio Europeo sui Media Interattivi per il Marketing.Il titolo del Convegno è il seguente "Ecosistemi Digitali e Mondi Virtuali al servizio delle aziende" e si svolgerà la mattina del 3 dicembre 2007 a Torino, in via Ventimiglia, 115 presso l'aula magna della Scuola di Amministrazione Aziendale (SAA)
Il convegno annuale Intermedia 2007 affronta il tema dell’utilizzo della rete Internet in un’ottica “Web 2.0” ed è particolarmente interessante per chi desideri comprenderne le applicazioni aziendali, sia in termini di “visibilità” e di relazione con i navigatori, sia come esplorazione delle opportunità offerte dai Mondi Virtuali (Second Life, ecc)
Il Convegno inizia alle ore 9:00 con la registrazione dei partecipanti.Valter Cantino, Direttore SAA darà il benvenuto ai partecipanti. Alle ore 9,30 inizierà la prima relazione: Massimo Giordani, presidente Inter.media e docente al Politecnico di Torino al corso "Integrazione dei Media", parlerà di Ecosistemi digitali, un’opportunità concreta per vincere la battaglia della visibilità on-line.Alle ore 9,50 sarà la volta di Silvia Aznar, resp. Neurona Italia con un intervento dal titolo "Le community on-line come opportunità di business"Alle ore 10,10 Federica Garbolino, di Core Consulting, ci parlerà dell'esperienza su Second Life di Coreconsulting e IntesaSanpaolo: un percorso di empowerment per giovani di talentoSubito dopo Alessandro Lorenzelli, IDC Consulting, tratterà dell’evoluzione del Web 2.0 e dei Social Network secondo le previsioni IDCDopo il Coffee break offerto da Top-IX Roberto Moriondo, della Regione Piemontee Andrea Casalegno, di Top-IX tratteranno il tema WI-PIE 2.0: piattaforme e strumenti come motore dello sviluppo G-localeAlle ore 11,40 Stefano Rogna Manassero di Costigliole, di Vcast, tratterà il tema della Nano Comunicazione VideoFabrizio Bellavista, alle ore 12,00 parlerà di Digitability: il potenziale interattivo di un progetto multimedialeE per finire Davide Borra, fondatore di No Real, tratterà dell'Evoluzione e applicazioni dei Mondi VirtualiIl Chairman dell'evento è Pietro Gentile, Vice Presidente Inter.media.